Le nostre letture

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Re: Le nostre letture

Messaggiodi Meeme il 4 gennaio 2012, 22:07

io leggo nelle posizioni + assurde, tipo contorsionista... :smt049
in questi giorni sto leggendo Elogio alla Bellezza di Eco...
http://artmakeupbeauty.blogspot.com/

"vivere per l'arte è una follia"... IO SONO FOLLE!!!!
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi albascura il 26 ottobre 2012, 11:00

Quest'estate sono riuscita a leggere diversi, ma sono stati due quelli che mi hanno catturato e che ho divorato in pochissimo tempo.

Il primo è Mille splendidi soli di Hosseini.
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Non ho letto il primo libro dell'autore (il cacciatore di aquiloni), ma, se è scritto come questo, lo leggerò di sicuro. Riesce a coinvolgerti non solo nella storia, ma nei sentimenti e nelle emozioni dei protagonisti. E' una storia di donne che si intreccia con la storia dell'Afghanistan degli ultimi 50 anni. E' una storia di dolore, sofferenze, umiliazioni, ma anche di solidarietà, amicizia e amore.

Il secondo è L'ombra del vento.
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E' vero quello che c'è scritto in copertina: questo libro ti strega! Io ci pensavo anche quando ero occupata in altre cose e non potevo leggere. Rimanevo sveglia fino a quando gli occhi non si chiudevano da soli. E questo perchè la storia è appassionante, ricca di mistero, fatta di intrecci. Molto bella la prima parte, molto fantasiosa e originale. Ad un certo punto nell'evolversi degli eventi, sembra che l'autore abbia perso un pò di estro creativo e sia caduto in qualcosa di già scritto. Ma rimane ugualmente un libro straordinario che ti prende fino all'ultima pagina. E mi ha emozionato fin dalla prima pagina: "...Subito dopo la guerra civile, il colera si era portato via mia madre. L'avevamo sepolta a Montjuic, sotto una pioggia battente, il giorno in cui compivo quattro anni. Ricordo che quando domandai a mio padre se il cielo piangeva gli mancò la voce. Sei anni dopo, l'assenza di mia madre era ancora un grido vuoto, un vuoto che nessuna parola poteva colmare.....Da bambino, prima di addormentarmi raccontavo a mia madre come era andata la giornata e quello che avevo imparato a scuola.Non potevo udire la sua voce, nè essere sfiorato dalle sue carezze, ma la luce e il calore del suo ricordo riscaldavano ogni angolo della casa e io, con la fede di chi conta ancora gli anni sulle dita delle mani, credevo che se avessi chiuso gli occhi e le avessi parlato, lei mi avrebbe ascoltato, ovunque si trovasse...."
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi perlinazzurra il 26 ottobre 2012, 11:57

Haio proprio ragione Debbi. Sono due libri bellissimi. E secondo me il cacciatore è ancora più bello di mille splendidi soli.
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi Udua il 26 ottobre 2012, 12:55

Ho letto Mille Splendidi Soli anni fa e mi era piaciuto moltissimo, così come Il Cacciatore di Aquiloni!!

Il secondo libro che hai postato mi manca, ma penso che andrò a cercarlo!!!
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi Fecolina il 26 ottobre 2012, 13:53

anch'io ho adorato mille splendidi soli e questo mi ha spinto a leggere il cacciatore di aquiloni e li ho trovati 2 capolavori :smt009

il secondo non sono riuscita ad andare oltre le prime 40 pagine, non ce la faccio proprio :smt071
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi perlinazzurra il 26 ottobre 2012, 14:34

L'inizio è la parte più pesante fECO... Io trovo Zafon un genio, letti in spagnolo i suoi libri sono ancora più... drammatici. Nella traduzione perdono.
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi crystal il 26 ottobre 2012, 16:42

Anche io adoro Zafon :smt019
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi albascura il 26 ottobre 2012, 17:03

Ha ragione perlina: le prime pagine sono un pò più "pesanti" e forse va un pò lento. Ma per me la curiosità suscitata dal Cimitero dei libri dimenticati e dalla figura misteriosa dello scrittore Carax è stata così forte che le ho lette in poco tempo.

A proposito di libri non finiti di leggere, ho abbandonato dopo un centinaio di pagine "Il dolore perfetto" di Ugo Ricciarelli. Ha vinto il Premio strega: evidentemente non capisco nulla di letteratura, perchè io lo trovo orribile. E non tanto la storia, non mi piace proprio lo stile di scrittura: cambia spesso la voce narrante, ma senza un filo logico; c'è un abuso dell'espressione dolore perfetto che capisco che è il titolo, ma metterlo così per riempire le pagine mi sembra eccessivo. E non ricordo cos'altro non mi piaceva, ma ad un certo punto era uno sforzo leggere e ho capito che era meglio lasciare perdere. Poi venivo dai due libri che mi avevano appassionata e questo che non mi prendeva proprio non sono riuscita a finirlo :smt039 .
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi saretta il 26 ottobre 2012, 19:32

Anch'io ho letto Mille Splendidi Soli, è stupendo davvero!!
L'ho fatto leggere anche a Billy ed è piaciuto tantissimo anche lui.
Qualcuno ha detto che i soldi non fanno la felicità.
Evidentemente non sapeva dove andare a fare shopping.
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi Cocorito il 31 ottobre 2012, 18:48

Cormac Mc Carthy! Non solo i libri sono bellissimi ma ne hanno tratto anche dei film spettacolari!
No country for old men e The road. Consigliatissimi, sia la visione che la lettura!
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Re: Le nostre letture

Messaggiodi Naty il 22 novembre 2012, 17:01

Ciao ragazzi,di recente ho acquistato e letto 2 libri di Alessandro Baricco,del quale mi hanno ben parlato e confermo.I libri sono: Senza Sangue

Il romanzo, diviso in due parti chiamate "Uno" e "Due", è incentrato sulla figura di Nina, figlia del proprietario della fattoria di Mato Rujo.
La prima parte si svolge nella vecchia fattoria, dove Nina, ancora bambina, è protagonista passiva di ciò che le accade attorno, costretta ad assistere nascosta ed impotente all'assassinio del padre Manuel Roca e del fratello da parte di un commando in cerca di vendetta. Scampa all'eccidio grazie ad una botola dove il padre le aveva detto di nascondersi, dentro la quale rimane rannicchiata.
Nella seconda parte Nina, in età matura, ritrova Tito, uno di componenti di quell'efferato delitto a cui anni prima aveva assistito. Lui viene invitato da lei in un caffè a ricordare il passato fino a giungere all'episodio che aveva profondamente segnato la vita di entrambi. Nina alla fine invita uno stupito Tito in un albergo per fare l'amore, ritrovandosi ad assumere la stessa posizione rannicchiata che tanti anni prima l'aveva preservata dalla morte.
L'altro è: Seta

Questo romanzo, ambientato nel 1860 circa, narra della vita di Hervé Joncour, commerciante francese di bachi da seta, che, a causa di un’epidemia che ha colpito i bachi da seta di tutti i paesi europei e africani, è costretto a recarsi in Giappone per comprarne le uova. In questo paese, per lui nuovo e surreale, è accolto alla corte di Hara Kei, un uomo enigmatico, che è sempre in compagnia di una giovane ragazza. “I suoi occhi – come descrive Baricco - non avevano un taglio orientale, il suo volto era il volto di una ragazzina”. Tra i due nasce un'intensa attrazione, costituita da una triste, segreta e imponente danza di sguardi. Nonostante il suo ritorno a casa, dove l'aspetta la moglie Hélène, non riesce a dimenticare quella ragazza che con il suo volto, il suo sguardo, e il mistero che in esso è avvolto, lo ha stregato. Passa il tempo, e, dopo un anno, Hervé riparte per il Giappone motivato (oltre che dagli interessi commerciali) soprattutto da un piccolo biglietto datogli in segreto dalla giovane l'anno prima e che l'uomo una volta giunto a casa era riuscito a far tradurre. Compie altri viaggi, animati dalla speranza di incrociare, anche solo per un momento, lo sguardo profondo della ragazza. Nell’ultimo di questi trova un paese distrutto dalla guerra civile. Dopo molte peripezie riesce a trovare la carovana di Hara Kei, che è riuscita a sfuggire alla distruzione. Qui Hervé non solo non riesce a rivedere la bella ragazza "dal viso da ragazzina" ma viene sollecitato da Hara Kei a non far più ritorno in quel luogo. Così Hervé torna in Francia e lì dopo poco tempo gli viene recapitata una lettera interamente composta da ideogrammi giapponesi. È quindi facile, per Hervé, assumere che il mittente sia proprio la bella e misteriosa ragazza. Scopre infatti che, in quella lettera, la giovane confessa l'amore che non ha mai potuto esprimere a parole, ma conclude con un addio che appare inderogabile. È ormai chiaro ad Hervé che la strada verso il Giappone sia più densa di ostacoli ora rispetto a quando la guerra aveva raggiunto il suo apice. A questo punto Hervé decide di continuare a condurre la sua vita di tutti i giorni (una vita comunque felice), lasciandosi alle spalle le memorie del lontano Giappone. Nonostante ciò, Hervé non è più quello di prima, spesso appare malinconico; del resto, quei viaggi sono stati un'esperienza che lo hanno segnato profondamente. Dopo diverso tempo, tuttavia, la moglie si ammala e muore. Solo allora Hervé intuisce una sconcertante verità: la lettera d'amore era l'opera fittizia della stessa Hélène. La moglie dell'uomo che sempre appare nel racconto come una passiva e inconsapevole figura di sfondo si riscopre essere ora un personaggio vitale che ha sempre vissuto nel sottostrato dell'intera vicenda, non solo agendo, ma amando e soffrendo. Dinnanzi a questo riscoperto amore così intenso, privo di conflitto, è come se, nel confronto, quel perturbante sentimento per la ragazza "dal viso da ragazzina", sminuito, impallidisse. E di tutto questo Hervé si rende probabilmente conto poiché nella conclusione del libro ci troviamo di fronte ad un uomo sereno, che continuerà a condurre un'esistenza nei luoghi che lo legano alla moglie. Tuttavia, ora che Hervé ha finalmente compreso il significato della parola Amore grazie ad Hélène, il Giappone non è più tacita e solitaria malinconia ma diviene il suono di racconti da condividere
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